domenica 18 settembre 2011

L'albatro d'acciaio, settembre, l'odore dei treni, settembre.



Sotto la cenere di settembre.
Leggo dalla mole, dove prendo appunti: "Cartesio: l'anima come coscienza, gli animali ne sono privi, le grida di dolore sono come in un orologio ne venissero toccate le molle che lo muovono."
Didone.
La polvere non calpestata.
A volte hai solamente un cuore di cane. A volte hai solamente il tuo metro per giudicare. Cos'é quello che tiene tutto in piedi? L'insoddisfazione, l'arrivismo, l'ignorare più orgoglioso si nutre attraverso una consapevolezza che si crea ad hoc. Non ci sono storie né leggende che impediscano l'evolversi della nostra specie. Il fine ultimo é sempre stato, lo sarà sempre, non è che la ricerca della prosperità. Cos'è che tiene tutto in piedi? Realizzarsi, la famiglia, la saggezza del popolo è una vibrazione che conteniamo in quanto eredi molecolari di un dolore che ha scavato la terra, assoggettato l'idrogeno, resuscitato la memoria e scosso, nei secoli, l'incedere verso la perfezione.
Le grida di dolore, il tempo che si spezza.
Realizzarsi, l'attivismo orgoglioso, una famiglia saggia.
Disgregare un atomo non è gran cosa, come non lo è venerare la preziosa maestosità della bauxite.
Scrivevo di aquile  d'acciaio che sorvolano il deserto in caccia di qualche succulente preda che potesse essere afferrata con gli artigli. Ho scritto di un sacco di cazzate. Però gli uccelli son sempre un gran bell'argomento.
Ho perso due treni, e ne ho trovato un'altro che mi riportava a casa.
Per essere settembre.

Caduta di un albatro d'acciaio


Ho visto l'orlo di queste dita, scivolare
oltre il limite di un infranto bianco,
sgretolare il sigillo, ed un altro,
le unghie spezzate, gridare
lontano, cadendo aperto,
urlo gemello di una parete liscia.
un ricatto,
una perdita,
colmato dal vento con il volo
perfetto,
non immobile.
La carne temprata da vocali
in pietra viva
in stelle il corpo
in tuffo
precipatato al suolo.
- Immortalità, eterno, leggenda -
promette l'attesa ferina.

L'impatto non è una conclusione.
L'uomo, suo malgrado, è.

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